LE BACCHETTE NELLA STORIA

 


 

Per gli egizi il dio creatore era Ptah (= creatore), il dio vasaio, demiurgo della città di Menphi, patrono degli artigiani e degli architetti nonché dio del sapere e della conoscenza.
Lui stesso fu ingegnere, muratore, fabbro, artista.
Nell'iconografia è raffigurato come un uomo in posizione ben eretta, quasi mummificato, che tiene fra le mani uno scettro composto dallo zed sormontato dall’ankh (simbolo della vita) e dall'uas (simbolo del potere sull'aldilà, dato che assomiglia alla testa di cane di Anubi).
Il bastone di Ptah sarebbe ad indicare l'importanza del risveglio della kundalini nella colonna vertebrale, al fine di risvegliare le capacità psichiche e superare la morte.
La posizione corretta della spina dorsale favorisce la circolazione energetica della kundalini lungo la colonna vertebrale. E' logico quindi che Ptah il creatore sia sempre rappresentato ben diritto, molto diritto.
Lo Zed è la rappresentazione dell'ascesa della kundalini, stesso simbolo rappresentato nell'albero della vita. Nella mitologia egizia viene associato alla colonna vertebrale di Osiride.
Il bastone di Ptah con lo zed sta ad indicare quindi non solo potere e stabilità, ma anche la risurrezione, la vita senza fine, l'incorruttibilità e la potenza in tutti i mondi.
Il Bastone di Asclepio è un antico simbolo greco associato alla medicina. Consiste in un serpente attorcigliato intorno ad una verga. Asclepio era il dio della salute nell'antico pantheon greco. Il nome latinizzato del dio era Esculapio. Fu istruito nell'arte medica dal centauro Chirone.

 

                      

 

Il bastone di Asclepio simboleggia le arti sanitarie, combinando il serpente – che con il cambiamento della pelle simboleggia la rinascita e la fertilità – con la verga, un semplice strumento. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che una volta il simbolo rappresentasse un verme arrotolato intorno ad un bastone. Altre ipotesi riguardanti la figura del serpente, parlano di esso in quanto simbolo di conoscenza, idea sostenuta anche dal racconto di Adamo ed Eva nella Genesi (essi vengono tentati da un serpente a mangiare i frutti dell'Albero della Conoscenza del bene e del male).
Un simbolo simile, Nehushtan, è menzionato nella Bibbia per essere stato utilizzato per la guarigione dal morso del serpente.
Secondo il mito il bastone di Asclepio aveva poteri terapeutici, era capace infatti di guarire ogni tipo di malattia.

 

 

IL CADUCEO:

Il bastone di Asclepio è frequentemente confuso con il caduceo (che ha due serpenti), simbolo del commercio e associato al dio Ermes.Il caduceo era un simbolo del commercio ed è associato con il dio greco Hermes (divenuto Mercurio per i Romani). Attualmente è spesso utilizzato scambievolmente con il bastone di Asclepio, associando il caduceo con la medicina, specialmente negli Stati Uniti. Il simbolo è invece usato in Italia come emblema dell'Ordine dei Farmacisti. Storicamente i due simboli ebbero significati distinti.Secondo la cultura orientale il caduceo illustra chiaramente il concetto base del Corpo sottile. Le vorticose energie ascendenti dei serpenti producono un vortice di potenza che viene usato nel Tantra per la trasformazione personale. I due serpenti sono associati alle grandi energie solari e lunari e rappresentano la parte destra e sinistra del corpo. Si intersecano tra di loro e attraversano in continuazione il Grande Fiume centrale.
 
Secondo una variante del mito il Caduceo rappresentato con due serpenti avvolti a spirale, è la rappresentazione fisica del bene e del male degli uomini, tenute in equilibrio dalla bacchetta del dio Ermes (oppure Asclepio), che ne controlla l'equilibrio. Le ali simboleggiano il primato dell'intelligenza, che si pone al di sopra della materia per poterla dominare attraverso la conoscenza, infatti Asclepio è considerato il più grande medico dell'antichità, ed Ermes era noto anche come dio del commercio, quindi entrambi di intelligenza straordinaria che si ergeva al disopra di tutti gl'altri.
Il Caduceo con due serpenti indica anche il potere di conciliare tra loro gli opposti, creando armonia tra elementi diversi, come l'acqua, il fuoco, la terra e l'aria. Per questo ricorre frequentemente in alchimia, quale indicazione della sintesi di zolfo e mercurio, oltre che nel simbolismo della farmacopea e della guarigione fisica.

 

 

L'esatto significato del caduceo rimane comunque non molto chiaro, il caduceo rappresentò, in tempi antichi, un ramo d'alloro con cui si celebrava la rinascenza primaverile promossa dalla nuova aria della stagione. L'alloro era la pianta di Asclepio, come il serpente ne era l'animale, e nel caduceo il mondo vegetale e quello animale sono riuniti.
 
Il caduceo in araldica:


In araldica il caduceo, bastone su cui sono attorcigliati due serpenti affrontati, è cimato da un volo spiegato. Il caduceo è stato spesso assunto nello stemma da chi aveva stipulato una tregua o una pace.

 

 

Secondo la tradizione Mercurio, che aveva ricevuto da Apollo il bastone, mentre si trovava in Arcadia vide due serpenti che si battevano. Gettato il bastone tra loro, vide che vi si avvolgevano facendo pace. Da ciò il caduceo divenne simbolo di concordia e, per estensione, di commercio. Presso i greci fu distintivo degli ambasciatori e degli araldi. Nel medioevo era detto caduceo il bastone rivestito di velluto e fiorito che era portato dagli araldi e dai re d'armi. Il significato generale di pace del caduceo è rafforzato dalla simbologia dei singoli elementi che lo compongono: il potere per il bastone, la concordia per i serpenti e la sollecitudine per le ali.
 
Prima che di Hermes/Mercurio, il bastone era stato emblema di Ermete Trismegisto, progenitore dell'arte magica egizia, e rappresentava la sintesi del sapere universale, dalla religione, alla medicina, alla morale, alla filosofia, fino alle scienze e alla matematica.

 

 

La componente del caduceo è comunque duplice: da una parte il bastone, dall'altra il serpente. Nella Bibbia il serpente possedeva una doppia valenza, aspetto ambiguo tra i valori simbolici di vita e morte, fecondità e tentazione. Mosè aveva un bastone con serafino in bronzo attorcigliato dotato di poteri tali da consentire di ridare vita ai moribondi. Nel libro dei Numeri è riportato che il popolo di Israele, per l'insofferenza a cibarsi di manna nel deserto, fu punito da Dio con il morso di serpenti velenosi. Dietro mediazione di Mosè, poi Dio stesso suggerì un rimedio: un serpente di rame da avvolgere attorno a un bastone. Si sviluppa così la prerogativa duplice del caduceo: il bastone inteso come mediatore e il bastone che salva dal male e dal pericolo ridonando la vita a chi era in procinto di perderla.

 

 

Il caduceo è uno dei simboli più antichi della storia della civiltà umana: rappresentazioni del caduceo sono state ritrovate in una coppa appartenuta al re mesopotamico Gudea, sovrano della città di Lagash.

Tra i babilonesi il caduceo era la prerogativa del dio Ningishzida.